Saponifichiamo!

imagesA fine marzo sono riuscita dopo tanta attesa a partecipare al corso di un intero week end sulla saponificazione, sempre al mio amatissimo “Giardino di Pimpinella”. Il mio obbiettivo, dopo quello di autoprodurre cosmesi naturale (a presto un articolino anche su questo argomento), è sempre stato quello di smettere di acquistare anche saponi e detersivi che tanto, diciamocela tutta, non c’è più naturalità di quello che ti auto produci da solo! Ma cosa ancor più importante: VOGLIO IMPARARE A SAPER FARE!

Oggi come oggi siamo stati messi nella condizione di non dover (e non voler!) più fare nulla perché tanto tutto è acquistabile e tutto è demandabile ad altri quando invece ognuno di noi, nasce dotato di capacità e di abilità. Cose semplici come il cibo, il pane, i cosmetici, i saponi, i detergenti e i detersivi DOVREMMO essere in grado di poterceli creare anche solo per nostra soddisfazione personale.
Fare i saponi è molto facile; non è altro che un processo che richiede una parte grassa, come oli vegetali o eventualmente animali, una parte acquosa, come acqua (di rubinetto, minerale, piovana o distillata), vino, birra, succhi, latte, tisane, infusi, decotti ecc e una base minerale forte, in questo caso la soda caustica, che reagendo tra loro creano appunto la saponificazione in cui la soda caustica sparisce completamente lasciando spazio al sapone e alla glicerina.
La SODA CAUSTICA….questa è sempre stata la cosa che mi ha frenato di più, perché l’idea di usare un elemento non proprio “sicuro” come questo mi creava non poca agitazione, salvo poi scoprire in realtà che basta usare tutte le precauzioni necessarie come guanti, mascherina e occhiali di plastica e stare concentrati per non correre nessunissimo rischio!
Il processo è semplice: ogni grasso ha un suo coefficiente di saponificazione, ovvero la quantità di soda caustica necessaria per saponificare un grammo di grasso, per cui se si usano insieme oli differenti basta calcolare la quantità totale a seconda del suo coefficiente (io personalmente ho una efficientissima tabella excel con formulette già impostate!), quindi aggiungere la soda caustica nella parte acquosa (MAI IL CONTRARIO!) e mescolare finchè non si scioglie. Questa miscela arriverà ad una temperatura di 70/80° quindi bisognerà attendere che scenda a 45°, nel frattempo scaldare l’olio fino ad arrivare a 45°, quindi aggiungere la miscela caustica nell’olio, (ANCHE IN QUESTO CASO MAI IL CONTRARIO!).
Dopodichè si frulla tutto col minipimer e quando il composto è cremoso (questa fase si chiama NASTRO) si versa in stampi, che possono essere di silicone o plastica. Gli stampi vanno coperti con la pellicola trasparente per due giorni, il composto si indurirà, quindi andrà tolto, tagliato e fatto stagionare per un paio di mesi…..forse è più facile a farsi che a dirsi!
Qualche settimana fa, quindi, dopo essermi attrezzata di tutti i piccoli utensili necessari e aver ripassato tutte le istruzioni, mi sono dilettata in questa piccola grande arte.
Ho iniziato con la cosa più semplice che ho imparato….IL SAPONE DI MARSIGLIA, la ricetta più vecchia che esista: olio di oliva, acqua e soda caustica, che userò per lavare i piatti e anche per fare il bucato.
Dopodichè ne ho fatto un altro con oli di oliva e cocco, latte di capra e con, infine, un tocco di burro di karitè a nastro per renderlo più nutriente. Questo lo destinerò all’uso personale, come bagnoschiuma, sapone per le mani e anche sapone da rasatura per il mio Ivan.
Per ultimo ho tentato con uno shampoo solido per me, fatto con oli di oliva, girasole, cocco e birra.
Ora è tutto su in soffitta a stagionare…a metà luglio sarà tutto utilizzabile e non vedo l’ora di provare le mie prime creazioni!
Mi soffermo infine su alcuni particolari che forse sono più di semplici particolari: auto produrre sapone significa anche rispettare l’ambiente e sé stessi senza usare tutti quei prodotti a base petrolifera e con un sacco di conservanti e tensioattivi chimici e significa anche risparmiare soldi. Con un 1 kg di olio di oliva (che è poco più di una bottiglia da 1 l da 5 euro circa), dell’acqua e la soda caustica (1 kg costerà circa 3 euro e dura un bel po’) si fanno in media 10/15 saponette. Se si considera che una saponetta naturale di buona qualità costa dalle 3 alle 5 euro il risparmio non è indifferente. Inoltre anche gli stampi necessari si posso riciclare. Ci si può sbizzarrire con tetra pack, scatoline del formaggio spalmabile (anche quelli vegan!), bicchierini di plastica, barattolini dello yogurt, contenitorini di plastica che non utilizzate più o addirittura se si hanno mariti, compagni, fratelli, papà ecc che si dilettano potreste farvene anche qualcuno di legno.
Insomma….c’è da divertirsi!
Qui di seguito lascio alcune foto di quello che per ora sta stagionando:


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