Il Q…uinto sapore

quinto2Qualche tempo fa ero in giardino che leggevo in tutta tranquillità ViviConsapevole, una delle riviste di pratiche sostenibili a cui siamo abbonati e mi ha fortemente colpito un articolo che parlava proprio di questo cosiddetto QUINTO SAPORE.
Questo articolo parlava appunto dell’esistenza di un quinto sapore oltre i quattro a cui siamo abituati, e non so perchè ma io avevo iniziato a percepire qualcosa di simile da quando ho cambiato la mia alimentazione…ecco perchè l’articolo più che colpito mi dava proprio le risposte che cercavo!
Già…perchè in effetti si tende a confondere il gusto con il sapore. Quest’ ultimo è solo la risultante delle sensazioni che le papille gustative ci inviano per riuscire quindi a percepire aspro, salato, amaro, dolce….ma a quanto pare….non solo questi quattro!
Esiste, quindi, questo favoloso quinto sapore che viene chiamato UMAMI (ovvero saporito in giapponese).  Le nostre papille gustative sono in grado di percepire due specifici amminoacidi, aspartato e glutammato, di conseguenza il famosissimo e temutissimo glutammato monosodico. Temutissimo perchè quello di cui si parla sempre è un ADDITIVO ARTIFICIALE, quindi nulla a che vedere con l’umami che è un sapore completamente naturale derivato da alimenti vegetali come ad esempio avocado, cavoli funghi, spinaci, verze, pomodori, salsa di soia, zenzero, semi di girasole, curcuma e tanto altro.
Purtroppo mi rendo conto, che l’alimentazione a cui spesso siamo stati abituati non ci permette di sentire davvero i sapori di ciò che stiamo mangiando. “L’alimentazione industriale” ci bombarda di esaltatori di sapidità, additivi, aromi e ingredienti artificiali che alla lunga diventano un’abitudine per le nostre papille gustative e non ci permettono di assaporare il vero ingrediente di base che nel caso di piatti pronti o altro simile, sicuramente non sarebbe ottimo, ma in caso opposto non siamo più in grado di percepire nulla…siamo come anestetizzati.
Mi sono accorta, per esperienza personale, che nel momento in cui ci si allontana da certi alimenti artefatti, preconfezionati e poco naturali, avvicinandosi ad un’alimentazione più semplice e integrale e magari anche bio le cose cambiano in maniera radicale. C’è ben poco bisogno di esaltare esageratamente  un alimento quando di per sè ha già un aroma e un sapore eccezionale. E’ come se si innescasse un processo di “risveglio della bocca” e  si riuscisse finalmente a gustare ciò che la natura riesce a offrirci, con l’aggiunta della sola nostra creatività perchè credo che ogni sapore, inizia quando cominciamo a cucinare riscoprendo quando sia terapeutico e curativo preparare il nostro cibo!
Avevo iniziato a percepire quindi che riuscivo sul serio a sentire e desiderare certi sapori non artefatti ma che non sapevo effettivamente descrivere, diciamo che questo articolo mi ha dato una grossa conferma e anche qualche spiegazione in più!

Rif. Articolo: ViviConsapevole Numero 44/2016 Pag. 26 di Andrea Costanzo per Edizioni Sonda

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