Agricoltura Biodinamica

12472308_826540617450492_5065771704092358266_nSentivo il bisogno di fare un salto di qualità delle mie conoscenze sull’agricoltura e approfondire quel rapporto che ci lega inevitabilmente alla terra. Desideravo capire quali meccanismi, processi e forze agiscono per generare la vita in quel suolo che calpestiamo quotidianamente senza farci nemmeno più caso.
Sapevo che l’agricoltura biodinamica tratta queste tematiche ma non avevo mai approfondito, anche se questa pratica basata sulla visione spirituale antroposofica , elaborata dal filosofo ed esoterista Rudolf Steiner mi aveva affascinato e incuriosito.
Poi come si dice il “caso” mi ha presentato la possibilità di imbattermi in corsi sulla biodinamica a Firenze, presso l’agenzia formativa Apab, con docenti appartenenti all’associazione biodinamica italiana e mi sono iscritto a quello di orticoltura.
A Febbraio il corso di biodinamica è partito, ma quello di viticoltura non di orticoltura perché non c’erano abbastanza iscritti,  in particolare sulla gestione del terreno cosa che mi interessava più di tutto il resto perchè tutto cresce dal terreno qualunque pianta sia.
Anche questo, come il corso di permacultura, è stato un per-corso, l’inizio di una nuova forma mentis e di pratiche concrete conclusosi a giugno dopo 75 ore totali di cui 23 di stage pratico presso aziende agricole del Mugello.
Mi rendo conto scrivendo che non è facile parlare di biodinamica perché le implicazioni sono davvero tante sia a livello spirituale che a livello materiale ma penso che fondamentale sia partire prima dal metodo pratico, concentrasi non sulle sostanze singole ma sui processi, perché l’obiettivo principale dell’agricoltura biodinamica è migliorare la qualità e la struttura del terreno, punto di partenza, favorendo la creazione dell’humus e ridando fertilità permanente al terreno, attivando la vita tramite l’uso dei preparati biodinamici unito alle buone pratiche agricole.
Sembra forse una banalità ma l’agricoltura convenzionale degli ultimi 100 anni si è concentrata sulle sostanze e non sui processi  producendo quello che è sotto gli occhi di tutti (quelli che vogliono vedere) ovvero dai danni ambientali a quelli alla salute.
L’agricoltore o meglio il contadino, termine che mi piace di più, ha il compito di osservare dentro e fuori di se perché  l’osservazione e l’esperienza che ne deriva costituiscono un momento fondamentale  nella comprensione dei processi vitali, in cui lavorano insieme cooperando, molte forze diverse la cui origine non è esclusivamente materiale.
Per questa ragione tutti gli interventi e le pratiche agricole devono essere rivolte ad attivare i processi che stimolano e rendono vitali le connessioni naturali in maniera dinamica  e nel tempo, infatti la creazione e il mantenimento dell’humus nel suolo genera piante sane in modo che possano resistere alle malattie e ai parassiti e produrre frutti e alimenti di qualità cioè ricche di sostanze nutritive, favorendo la salute dell’uomo e degli esseri viventi.
Questo tipo di agricoltura non è per tutti, perché il contadino che la pratica non pensa ad avere solamente un raccolto come fine ultimo ma alla salute della terra come primo obiettivo, una terra fertile da cui avrà piante e cibo sano, diventa quindi un modo di vivere che implica, oltre a pratiche materiali, una consapevolezza profonda su concetti come SALUTE, ECOLOGIA, COSCIENZA e RESPONSABILITÀ, c’è dietro un discorso  di conoscenza e di PERCEZIONI delle relazioni e degli influssi che legano le forze della natura vivente e quelle cosmiche, in armonia tra loro.
Sono felice di aver intrapreso questa via che mi ha permesso di incontrare diverse realtà agricole o meglio ORGANISMI agricoli, compagni di corso con i quali è nato un sincero rapporto di condivisione e di confronto e docenti e tutor che hanno contribuito a rendere  questo percorso un modo di vedere e sentire  e percepire il ruolo dell’agricoltura come base sulla quale costruire il vero bene-essere dell’uomo e dell’ambiente.
Ecco le foto delle giornate di stage:


Azienda Voltumna , Dicomano (FI)
Osservazione e analisi della struttura terreno e della struttura.
Dinamizzazione del preparato 500k e distribuzione in vigna:


 Azienda Agricola Pian Barucci , Scarperia a San Piero (FI)
Osservazione dell’Organismo agricolo.
Allestimento del cumulo di letame bovino


 Az. Agr. La Radicchia Borgo San Lorenzo (FI) con Brigitte Olsen: responsabile dell’associazione nazionale di agricoltori biodinamici Agricoltura Vivente.
Allestimento preparati da cumulo e da spruzzo.


Michele Lorenzetti vitigno Gattaia


 




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